Il mattino del mio compleanno, mi svegliai presto per la forte emozione. Per il pomeriggio, avevo invitato una
decina di amici, fra cui Clara, Giulian, Pietro e anche Ross, colla speranza che non mi avrebbe rovinato la
festa. Ero certo che la presenza di Will avrebbe divertito tutti quanti! La mamma aveva preparato dolci, panini
imbottiti, spremute di frutta, patatine, caramelle, premi, giochi e sorprese per tutti. Ross e Pietro furono i
primi ad arrivare, seguiti a ruota dagli altri invitati. Mentre mi trovavo in salotto ad aprire i primi regali,
arrivarono anche Turchesefiore e Will: non appena li vidi, lasciai tutto e corsi ad abbracciarli. Anche Clara venne a
salutarli. Will era proprio buffo, avvolto nei suoi enormi pantaloni da pagliaccio, trattenuti da delle bretelle rosse.
Indossava anche una camicia a righe bianche e gialle, un papillon grandissimo ed una parrucca. Turchesefiore, invece,
aveva le solite calze coloratissime e teneva in mano un computer portatile... Quando Will e Turchesefiore entrarono in sala,
tutti i miei amici smisero di colpo di parlare e sgranarono gli occhi. «Chi hai invitato Vic?! Chi sono questi buffoni?!»
disse Ross con spavalderia. Gli rispose Will, mettendolo subito a tacere: «Siamo venuti per animare la festa e
vogliamo farvi divertire: che ne dici di fare il mio assistente?»
«Assistente? Mh... Davvero?»
«Sì!»
Allora Ross, messa da parte la sua proverbiale diffidenza, si avvicinò felice a Will in veste di assistente ufficiale: in pochi minuti,
la festa decollò! Ci divertimmo tutti quanti a passare da un gioco all'altro, a sfidarci alla pesca dei pesci, al percorso
ad ostacoli, alla bocca della verità e a rispondere ai buffi indovinelli di Will. Nel tardo pomeriggio, quando la festa stava
per finire, Turchesefiore sistemò il computer portatile su di un tavolino e mi chiese di abbassare le luci: lo spettacolo finale stava
per iniziare! Anzi, questa doveva essere la sorpresa che Turchesefiore mi aveva promesso per il mio compleanno! Improvvisamente,
sulla parete bianca di fronte al computer, comparve il draghetto panciuto, che Clara ed io vedemmo per la prima volta a casa di
Turchesefiore:Rudy.Il simpatico animale iniziò a prodursi in mille acrobazie e a fare con noi il gioco dei mimi, fra le risate
entusiaste degli invitati. Ma, come ogni momento bello che si rispetti, anche questo doveva terminare.
I miei compagni erano ormai tornati a casa ed io e Clara eravamo rimasti soli in salotto con Turchesefiore e Will.
«Grazie! È stata una festa bellissima e ci siamo divertiti molto!»
«Sono felice che vi siate divertiti: del resto, è il nostro lavoro!»
«Come? Il vostro... lavoro?»
«Sì! Io e Will organizziamo feste per bambini!»
Io e Clara ci guardammo negli occhi e ci sentimmo profondamente delusi. Non era una fata come avevamo creduto: Turchesefiore ci aveva traditi!
Mi sentii esplodere e corsi in camera mia, piangendo. Turchesefiore mi raggiunse subito e cominciò a parlarmi con voce dolce:
«Vic, voglio solo spiegarti!»
«No! Non ti voglio più vedere, non sei quella che credevo!»
«Sì invece, credimi! Sono proprio quella che hai conosciuto quel giorno a casa mia!»
Tirai su col naso e mi asciugai con il braccio le lacrime: «Allora, se sei una vera fata, perché hai detto
che, per lavoro, organizzi feste per bambini? Turchesefiore esiste o no?»
Lei rimase in silenzio per qualche istante e, guardandomi negli occhi, mi disse candidamente:
«Certo! Turchesefiore esiste così come esistono l'amore e la magia!»
Poco dopo tornammo in salotto e Turchesefiore abbracciò forte anche Clara. La risposta che mi aveva dato
pochi minuti prima in camera mia fu il più bel regalo che io avessi mai ricevuto. Quello era certamente il momento giusto per immortalare la felicità,
pronunciando le parole magiche: «FABULA, FABULA BLU!»
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